Papillons en liberté – Butterflies go free (dall’inviata Giulia Spina, Montreal)

Aprile 1, 2008 di flavioponzio

Questo sabato, approfittando del bel sole, siamo andati come turisti spensierati al giardino botanico e insettario di Montréal in compagnia di Valeria, la mia collega siciliana, e di Bora, il nostro amico turco dalla proverbiale gentilezza.

Qualche anno fa dal vicino insettario hanno avuto un idea geniale: far nascere e liberare centinaia di farfalle in una parte della serra del giardino botanico. Lo spettacolo è incredibile, e la coda inizia varie sale prima di quella farfalloide. Il visitatore passa per la zona della serra dedicata al clima tropicale (schizzi di vapore come alla cricca d’estate), poi passa per quella arida (Valeria ha riconosciuto molte piante che prosperano del giardino di casa sua in Sicilia), poi si possono ammirare bonsai incredibili, alcuni più vecchi di molti politici italiani!

 Dopo questa rilassante passeggiata multiclimatica, si entra nella zona delle farfalle: una grande sala tiepida con piante in fiore dove centinaia di farfalle svolazzano, si abboffano di frutta dai piatti disposti in giro, fanno all’ammore e si posano sulle giacche dai colori più accattivanti.

In una piccola caverna artificiale sono a maturare i fuchi delle farfalle notturne, altri fuchi stanno in teche di vetro, gentili assistenti sollazzano il visitatore con domande affascinanti: “le farfalle respirano dalle antenne?” (no, da una serie di piccoli orifizi sui lati del corpo….)

Dopo due mesi di freezer violento, una mattina passata in una calda luminosa serra piena di piante fiori e farfalle.

Fantastico!

verso il disgelo?

Marzo 25, 2008 di flavioponzio

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Due settimane senza neve.

Addirittura due giorni di pioggierellina e temperature sopra lo zero (per poche ore e di pochi gradi:)

Poi di nuovo ventazza e freddo, ma sempre meno… in trincea cerchiamo con riti pagani di indovinare i segni dell’arrivo della primavera. Il prezzo dello sciroppo d’acero sta calando, spiega Alphonso con fare tecnico sfogliando la rivista delle offerte Iga di questa settimana, this means that summer is coming! Ma lo diceva anche prima della bufera del 9 marzo.

Ora siamo intorno ai meno cinque c’è il sole e nonostante il cielo sgombro non fa un freddo polare, sarà primavera? Con solo due maglioni e senza giacca, sono sul balcone a prendere un po’ di sole in faccia che dicono fa bene. Guardo i gabbiani banchettare romanticamente con la pattumiera del vicinato, sono arrivati a frotte, Sarà un segno, visto che prima non c’erano loro ma la spazzatura si? A proposito c’è un gatto randagio enorme con le orecchie tutte masticate da svariati conflitti di quartiere, gonfio di pelo in maniera quasi ridicola (e ci credo, dorme fuori…) , gira tronfio che sembra un mix di Romeo (Da Gli Aristogatti) + una tigre fatta di crack. Insomma il maledetto ha già fatto a pezzi tre volte il sacco della spazzatura per mangiarsi gli avanzi di pollo e coniglio. So di cucinare bene, ma la storia deve finire, altrimenti uno di questi lasciamo Rex libero di tagliarlo in due con un morso e morta lì.

La vita Montrealese offre simpatici e caratteristici incontri. Il nostro amico e coinquilino Alphonso è amico d’infanzia con tale Ian, Italocanadese, andiamo a una festa a casa di Ian e conosciamo la mamma di Ian, Italiana emigrata qui parecchio tempo fa, ci invita a una serata-conferenza al suo ristorante cooperativa Les Cuisines de Tibet Libre, dove oltre a un menù di degustazione di cucina italiana e pizza si è tenuta una tavola rotonda con la portavoce del partito Québec Solidaire che raccontava storia, idee e programmi di questo piccolo partito di sinistra che punta a superare la barriera del 4% ma che vanta enclavi in alcuni collegi di Montreal di 29% di voti. Alla suddetta serata conosciamo Antonio, professore italiano alla McGill university qui anche lui da molti anni. Pochi giorni dopo Giulia invita Antonio al nuovo incontro dell’associazione dei Ricercatori italiani in Québec (che si tiene negli edifici dell’istituto Italiano di Cultura, di fianco all’ambasciata italiana). La serata si compone di assalto alla pizza e vinello siciliano molto buono, presentazione dell’associazione, mostra fotografica in slideshow di uno dei membri, chiacchiere finali culminate in un terribile locale fiketto che ci è costato un prelievo arterioso. Fatto è che una cosa tira l’altra e ieri sera ci ritroviamo invitati a casa di Antonio per una festa Paskua+primavera+altri motivi non identificati. C’era la madre di Ian, per tornare all’inizio della storia, e moltissima gente molto molto interessante. Strana atmosfera, chiaramente eravamo dentro un film, o almeno la sensazione era quella. Gente di mezza età, con alcuni molto vecchi e alcuni molto giovani(noi tra quelli) Tutti molto calorosi. Chi parla italiano, chi spagnolo chi solo francese chi solo inglese, chi altre lingue inaccessibili.

La festa era strutturata in tre tempi distinti dal suono della campana in mano ad Antonio che ha diretto le operazioni. Il primo round è stato assalto al cibo al buffet (forse pochi sanno che buffet deriva da abbuffata) e ai vini. Poi lettura di oracoli (tipo ching) in versi persiani (per fortuna tradotti in francese o inglese) a chi si sedeva in mezzo alla sala davanti alla “pizia” Iraniana. Ultima parte lettura di poesie. Molto intellettuale ma svolta in maniera giocosa e gioviale e leggermente alticcia.

Una vera festa che si rispetti. Buona paskua a tutti

Foto di vita casalinga e del cagnone cliccando qui.

tempesta di neve 2

Marzo 21, 2008 di flavioponzio

Tempesta di neve

Marzo 12, 2008 di flavioponzio

Sabato notte è venuta una tormenta da apocalisse, domenica mattina stava ancora nevicando…

lunedì la città era completamente sommersa, nelle vie laterali come casa nostra, non sono ancora passati gli spazzaneve sui marciapiedi e la gente cammina in mezzo alla strada.

Robe di Canada

Marzo 5, 2008 di flavioponzio

Lunedì era il disgelo, aria di primavera, temperature umane (-5°/+1°). Ho girato per due giorni senza cappello, senza sciarpone e guanti! Ho sfoderato di nuovo le DoctorMartinbasse, mai più utilizzate dopo il viaggio aereo. Commovente.

Stanotte era prevista bufera di neve e continuavo a dire figurati, ormai è finita. Figurati se nevica.

Nevica.

With the wind factor it feels like minus 20. Again

Due aneddoti interessanti (storie di vita vissuta, valgono doppio) su la Ville de Québec:

1 Il Buon Bora otto mesi fa trasloca da Québec City a Montreal in vista del nuovo lavoro post-dottorato. Butta tutta la sua roba su un camion affittato e parte insieme ad un amico che lo accompagna. Stanno uscendo dalla città quando li fermano ad un posto di blocco. Il Poliziotto locale ha il muso incazzato e ringhia di aprire dietro che vogliono controllare cosa trasportano, se per caso stanno portando in giro bombole di propano. I nostri scendono e aprono dietro mostrando scatoloni e mobilio. Al chè lo sbirro sempre più sgarbato chiede (?) cos’è sta roba. Bora risponde è la mia roba, sto traslocando a Montreal. La faccia dello sbirro da dura e minacciosa diventa improvvisamente tristissima, quasi costernata. Abbassa la voce e lo sguardo e chiede perchè? Perchè state lasciando la bella città di Québec? Bora spiega al triste poliziotto che ha trovato un nuovo lavoro, che ha studiato 5 anni a Québec ma che ora trasloca. L’inconsolabile li congeda con vera malinconia, ben consapevole che la città ha appena perso un altro prezioso abitante.

 

2 Cristian, l’amico di Bora, vive a Québec City da 4 anni. Viene dall’Honduras. A proposito del francese mi dice che nei negozi e in giro la gente non parla o non vuole parlare inglese e si risente se ci provi. Ma se gli parli in spagnolo è una festa, tutti si sforzano e si sbracciano per esprimersi e capirti, quindi non sono stronzi stronzi, diciamo che sono solo anti-inglese. Funziona anche con l’italiano, mi dice, se non capisci il francese prova a parlargli in italiano. Figli di italiani qui c’è ne molti. Pure io che vengo dall’Honduras avevo un bisnonno che era Calabrese, dice Cristian.

 

Tasse: queste sconosciute.

Una follia tutta canadese (se qualcuno di voi conosce un paese in cui funziona così, vi prego me lo segnali) è il sistema dei prezzi in vigore da qualche anno a questa parte.

Nella maggior parte dei negozi, supermercati e anche molti ristoranti e fast food, i prezzi esposti sono al netto delle tasse. Il che significa che a meno che tu sia un commercialista cazzuto, non sai mai quanto pagherai quello che stai comprando. Sullo scontrino poi, le tasse imposte sono due diverse: la seconda tassa si calcola su una percentuale della prima tassa, ho provato a fare i conti a mente ma va al di là delle mie possibilità (una credo sia federale e una provinciale del Québec, ma non sono sicuro). Chiaramente la percentuale della prima tassa che determina anche la seconda varia a seconda del prodotto (come l’iva da noi).

La ragione ufficiale di questa follia è che la gente così si rende conto ogni giorno di quanto paga di tasse sui prodotti (e comunque non si vede questo gran beneficio).

A mio avviso é solo un modo per incasinare le cose e rendere più difficile capire quanto spenderai e tutt’al più suscitare un sentimento di rancore verso la tassazione “federale” sempre per la serie forze centrifughe e secessioniste.

 

Un altra cosa buffa di qua (ma assolutamente dentro il filone del “pragmatismo anglosassone”) è il sistema adottato da molti ristoranti: siccome gli alcolici costano un delirio, perchè supertassati, semplicemente non converrebbe nè al cliente comprare nè al ristoratore prendersi la briga di vendere, vino e birra.

Teliportidacasa.

Uno se ne arriva con la buta in tasca (ma ben impacchettata da un sacchetto di carta, sennò per strada non va bene) e loro te la stappano e ti danno i bicchieri. Buon appetito.

A questo problema dell’approvvigionamento etilico ci sono anche soluzioni anarco-insurrezionaliste italo-caserrecce: per esempio lo zio di Giulia, che sono anni che compra uva merlot e cabernet dalla California e si fa vino & sgnappa in casa. Mi ha detto che ci sono poche tasse sull’uva :)

 

E intanto, zitta zitta, scende la nieva.

Neve, su neve, su neve. …. du bàle.

(ma in fondo se fosse pioggia sarebbe molto più triste)

Per oggi resto a casa. Niente spesa. In trincea

dietro i tripli vetri a guardare la nieva,

il cane collassato sul divano anche se sa che non potrebbe

neve neve neve neve

passa una macchina ai 20 all’ora

neve neve neve neve

passa un passante imbacuccato, un po’ impanato nella neve

neve neve neve neve

il cane collassato sul letto di Alphonso anche se sa che non potrebbe

neve neve neve un fottio di neve

ora fiocchi di neve grossi come corn flakes i corn flakes venduti in scatole enormi per sti americani dagli stomaci enormi che fanno la spesa con l’Hummer.

Neve, un passante nella neve

il cane che prova a collassare in camera nostra ma lo caccio fuori che già lo sa che non può.

Odore di cagnaccio in umido

neve neve neve

le scalette in ferro delle case che si coprono di neve -pericoli mortali-

le strade e i marciapiedi che solo ieri notte avevano finito di spalare e ripulire dalla neve

bianchi di nuona neve

nuova neve nuota nella neve

che fame che mi viene con la neve

neve neve neve neve

Il cane rompe che vuole uscire a pisciare

nella neve chiaramente, sotto la neve.

A me si gelerebbe il coso, a lui no, c’è abituato.

Va nella neve scalzo, il cane e io vestito tremo. mica giusto

Neve neve neve.

Sembra quando ricevi male il segnale tv, l’effetto neve.

 

Saint-Côme

Marzo 5, 2008 di flavioponzio

Domenica siamo partiti di buon mattino per andare a sciare a Saint-Côme, ospiti degli zii di Giulia.

La ridente stazione sciistica si trova poco a nord di Montreal (45° 32 nord) e comunque ancora molto a sud di Torino (45° 4 nord) .. e trattasi di un panettone di neve di altitudine massima 400 metri sul livello del mare, una collina. Data altitudine e latitudine delle piste sciistiche, incomincio a ravvedermi e a capire perchè hanno speso tutto quel tempo alle elementari a spiegarci le particolarità del clima italico, con alpi di sopra a fare da cappello e mar mediterraneo di sotto e intorno a fare da sciarpotto.

Insomma …una strana sensazione (Come direbbe Pelù) [...sciar sul panettone..]..

Il giornaliero non è proprio in regalo (come da noi tra l’altro) però dura fino alle 22.00 :) )

Infatti il glorioso stato del Québec produce tutta la sua corrente idroelettricamente il che rende la questione dello spreco di elettricità un dilemma da sofisti più che un emergenza: mah, si, boh, però… tant’è.  Le piste sono semplicemente tutte illuminate. punto. La gente fa cena alle 18.30 19.00  e poi va a farsi un altro paio di ore in pista per digerire…

Cmq se volete godervi in diretta un vero spreco di energia e Co2 sintonizzatevi sulla gara in notturna del Qatar che apre il motomondiale domenica… 5,5 milioni di watt (potrei scrivere megawatt ma fa meno effetto)  per illuminare la pista del MotoGp… e quelli non usano l’idroelettrico.. :)

GITA FUORI PORTA A QUEBEC CITY

Febbraio 27, 2008 di flavioponzio

Domenica mattina siamo partiti in macchina insieme al buon Bora alla volta di Québec City!

Il tempo è stato clemente, abbiamo avuto sole e caldo al tempo stesso (con caldo intendiamo un -5 e giù di lì) Una sola tappa lungo la via, per un caffè da Tim Hortons lungo l’autostrada (catena canadese di caffetterie briosciuse) il cartello indicava servizio al volante (drive in), ma non specificava che tipo di volante…

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Bora è un ottimo cicerone è ci ha spiegato parecchie cose su architettura e storia della città, che quest’anno festaggiava i 400 anni di storia, nel lontano 1608 Samuel De Champlain, risalendo il San Lorenzo, decise che la collina su cui sorge la città vecchia era un ottimo avamposto per i futuri traffici e commerci…

La parte antica è bellissima, praticamente impossibile distiguerla da una vecchia città medievale francese, il clima estremo: non fanno eccezione giornate a -40 durante l’inverno, punte di freddo eccezionale e molto raro possono arrivare a -50 e oltre.

Insomma un posto bellissimo e affascinante per passarci una vacanza, che so una settimana… poi fuggire veloce.

La seconda caratteristica che rende la città un tantino inospitale alla lunga degenza sono gli autoctoni. I quebecoises duri e puri di Québec City sono considerati un po’ degli alieni alienati. La maggior parte parla solo francese, quelli che capiscono l’inglese fanno finta di non capirlo per puro orgoglio francofono (e dire che i cugini francesi li prendono per il culo per i frequenti errori di grammatica e la pronuncia da boscaioli). Considerando che il resto del continente parla inglese direi che si danno la famosa zappa sui piedi con questo atteggiamento poco costruttivo. Oltre che rimanere quattro gatti isolati dal resto del Québec e del Canada. Però fanno un sacco di sport, per esempio il canottaggio…

canottaggio.jpg

Per dormire siamo stati ospiti dei best friends di Bora: Cristian e Melisa, una coppia di Honduregni molto simpatici e ospitali, e hanno anche una bella resistenza perchè sono al loro quarto inverno in città. Lui l’altra settimana si è ustionato le guance, chiaramente un ustione da freddo :) )

La casa dove vivono è esattamente nel centro del borgo vecchio, patrimonio Unesco. All’ingresso c’è una targa che racconta come nel 1759 quella fosse la casa del chirurgo del paese e la notte del 14 settembre vi morì il Marchese di Montcalm, generale delle truppe francesi, in seguito alle ferite riportate il giorno prima sulla Piana di Abramo. La targa si prende la briga di specificare che Wolfe, il generale inglese, morì il giorno della battaglia, mentre lo stoico Montcalm, tirò le cuoia solo l’indomani, resistendo valorosamente un giorno in più del collega britannico. Quello che la targa non dice (ma di sicuro è dovuto a una svista) è che la battaglia duro circa 15 minuti, gli inglesi fecero un culo così ai francesi ponendo per sempre la parola fine alle speranze di dominio francese dell’area. Ad ogni modo in nome del fair play e riconciliazione nazionale, entrambi i generali sono onorati in quanto eroi nazionali…

Il giorno dopo ci siamo concessi uno snack leggero abbastanza emblematico de la Ville de Québec, che combina i due prodotti nazionali più tipici: lo sciroppo d’acero e la neve. Per maggiori informazioni potete consultare il mio blog di cucina punk “DARK SIDE OF THE FOOD” in cui ha trovato la sua giusta collocazione.

Fatto il pieno di calorie abbiamo assistito alla discussione della tesi di dottorato di Bora, al campus dell’università LAVAL.

La sera è stata solo festa festa festa al ristorante Chez Greco con un fracco di gente (35 amici di Bora) per finire con due chiacchiere e un whiskino a casa di Cristian e Melisa prima di cotonare.

Due giorni di gita fuori porta, senza bufere di neve, quasi al caldo, vedendo un posto bellissimo e conoscendo un botto di gente interessante. Non male, posso anche sopportare il fatto che qui a Montreal stia nevicando da più di 30 ore consecutive e non sembra voler smettere… :)

IL resto delle foto della fuitina a Québec city lo trovate qui.

Ville de Québec !!

Febbraio 24, 2008 di flavioponzio

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Partiamo per Québec City!

Roccaforte della cultura Francofona e dell’Europeismo in Canada.

Una gita di due giorni scortati da un amico di Giulia che va a discutere la sua tesi di dottorato. Sembra faccia molto più freddo che a Montreal (200 km più a nord..) Bora, l’amico di Giulia, ha vissuto là per 5 anni e adesso gira per Montreal senza cappello con una giacchetta fine fine… Speriamo che la neve prevista dai meteo ci venga incontro mitigando il clima…

Siccome non abbiamo ancora nulla di prima mano da raccontare, ecco un estratto da Wikipedia.

A Bientot! :) )

Quebec City (French: Ville de Québec, or simply Québec) is the capital of the Canadian province of Quebec, making it the seat of the provincial Crown. It is the second largest city in the province, after Montreal. Quebec City’s Old Town (Vieux-Québec) is the only North American fortified city north of Mexico whose walls still exist, and was declared a World Heritage Site by UNESCO in 1985 as the “Historic District of Old Quebec”.[1] It is also one of the oldest cities in North America (founded in 1608). The city has a population of 528,595, and the metropolitan area has a population of 717,600 (2005).

Quebec City is internationally known for its Summer Festival, Winter Carnival and the Château Frontenac, a historic hotel which dominates the city skyline. The chief of Parliament, the National Assembly of Quebec (provincial parliament), the Musée national des beaux-arts du Québec (National Museum of Fine Arts) and the Musée de la civilisation (Museum of Civilization) are found within or near Vieux-Québec.

Among the tourist attractions near the city are Montmorency Falls and the Basilica of Sainte-Anne-de-Beaupré in the town of Sainte-Anne-de-Beaupré.

 

IL TEMPIO DEL PIACERE (GASTRONOMICO)

Febbraio 22, 2008 di flavioponzio

Sono anni che sogno ad occhi aperti. Il più delle volte le cose che immagino diventano realtà, o scopro che qualcuno le ha nel frattempo già inventate, brevettate e commercializzate.

Spesso immagino situazioni che magari non potrebbero esistere a Torino o in Italia in generale ma sarebbero normali e realizzabili altrove.

 

Il tempio del piacere gastronomico (mi sono permesso di dargli questo nome) mi frullava in testa da parecchio tempo. Nei miei sogni era ambientato a Torino, vicino alle università o zone centrali piene di uffici. Doveva essere nel cortile all’interno di un isolato o qualcosa del genere e si sarebbe composto di una serie di piccoli locali per la pausa pranzo e snacks economici. L’idea era una babele di cibi e sapori etnici tutti insieme nello stesso posto. Sarebbe potuta essere una cooperativa o qualcosa del genere. Probabilmente impossibile a farsi in una città piccola come Torino.

 

Altro discorso è Montreal, dove la presenza di diversi fattori e condizioni l’ha reso possibile:

  • Innanzitutto qui come già in molti paesi occidentali e purtroppo anche in NordItalia ormai, comprare gli ingredienti e cucinarseli è molto più costoso che mangiare cazzate in giro (specie per chi vive solo). Fate la prova con una spesa per uno al supermercato contro un kebab&coca, scioccante.

  • In secondo luogo (altra tendenza dei paesi turbocapitalisti) lavorare nel settore ristorazione è qualcosa che quasi solo più gli immigrati sono disposti a fare, perchè c’è da farsi un culo così, spesso con orari assurdi, nella fretta, nell’unto. Risultato è che mangiare fuori significa mangiare “etnico” e le cucine “tradizionali” sono ormai solo più ristoranti di lusso per fidanzamenti, matrimoni & comunioni, lauree e compleanni di vecchie zie (persino le pizzerie sono quasi fuori dall’ordinario per il portafoglio di molti di noi)

Dopo i fattori socio-economici abbiamo quelli strategici:

  • Il “tempio del piacere gastronomico” (d’ora in avanti TPG) si situa nella città sotterranea di Montreal (il più grande complesso sotterraneo del mondo, per intenderci), collegata alla rete metropolitana che ogni giorno porta a spasso 1.000.000 di persone

  • Il TPG è proprio sotto la fermata della metro MCGill , dell’omonima università, attirando così un ulteriore, enorme, famelico, bacino d’utenza.

  • Il TPG è nel cuore di un centro commerciale sotterraneo molto popolare: l’Eaton Centre.

  • Il TPG è un posto dove mangi (tanto) con max 10-15 dollari canadesi >> 6-10 euro :) )

Detto questo, è meglio lasciar parlare i fatti e presentarvelo:

Spero che adesso anche voi possiate capire e perchè no condividere il mio entusiamo.

Buona digestione! :) )

SCIVOLO DI GHIACCIO AL FESTIVAL MONTREAL EN LUMIERE !

Febbraio 22, 2008 di flavioponzio

Si tiene in questi giorni la nona edizione del festival MONTREAL EN LUMIERE sponsorizzato da Hidro Québec, la società che rifornisce di corrente (idroelettrica) questa regione.

Passeggiando lungo il Quais du Vieux-Port, dove sono dislocate le attrazioni principali, abbiamo trovato questo scivolone gratuito di ghiaccio. Credo fosse pensato per les ennfants, in ogni caso gli scivolanti erano di tutte le età e non ci siamo tirati indietro!

Essendo la città un freezer, la pista reggerà per un bel po’ credo, probabilmente fino a marzo … :) )