Archivio per Febbraio 2008

GITA FUORI PORTA A QUEBEC CITY

Febbraio 27, 2008

Domenica mattina siamo partiti in macchina insieme al buon Bora alla volta di Québec City!

Il tempo è stato clemente, abbiamo avuto sole e caldo al tempo stesso (con caldo intendiamo un -5 e giù di lì) Una sola tappa lungo la via, per un caffè da Tim Hortons lungo l’autostrada (catena canadese di caffetterie briosciuse) il cartello indicava servizio al volante (drive in), ma non specificava che tipo di volante…

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Bora è un ottimo cicerone è ci ha spiegato parecchie cose su architettura e storia della città, che quest’anno festaggiava i 400 anni di storia, nel lontano 1608 Samuel De Champlain, risalendo il San Lorenzo, decise che la collina su cui sorge la città vecchia era un ottimo avamposto per i futuri traffici e commerci…

La parte antica è bellissima, praticamente impossibile distiguerla da una vecchia città medievale francese, il clima estremo: non fanno eccezione giornate a -40 durante l’inverno, punte di freddo eccezionale e molto raro possono arrivare a -50 e oltre.

Insomma un posto bellissimo e affascinante per passarci una vacanza, che so una settimana… poi fuggire veloce.

La seconda caratteristica che rende la città un tantino inospitale alla lunga degenza sono gli autoctoni. I quebecoises duri e puri di Québec City sono considerati un po’ degli alieni alienati. La maggior parte parla solo francese, quelli che capiscono l’inglese fanno finta di non capirlo per puro orgoglio francofono (e dire che i cugini francesi li prendono per il culo per i frequenti errori di grammatica e la pronuncia da boscaioli). Considerando che il resto del continente parla inglese direi che si danno la famosa zappa sui piedi con questo atteggiamento poco costruttivo. Oltre che rimanere quattro gatti isolati dal resto del Québec e del Canada. Però fanno un sacco di sport, per esempio il canottaggio…

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Per dormire siamo stati ospiti dei best friends di Bora: Cristian e Melisa, una coppia di Honduregni molto simpatici e ospitali, e hanno anche una bella resistenza perchè sono al loro quarto inverno in città. Lui l’altra settimana si è ustionato le guance, chiaramente un ustione da freddo :))

La casa dove vivono è esattamente nel centro del borgo vecchio, patrimonio Unesco. All’ingresso c’è una targa che racconta come nel 1759 quella fosse la casa del chirurgo del paese e la notte del 14 settembre vi morì il Marchese di Montcalm, generale delle truppe francesi, in seguito alle ferite riportate il giorno prima sulla Piana di Abramo. La targa si prende la briga di specificare che Wolfe, il generale inglese, morì il giorno della battaglia, mentre lo stoico Montcalm, tirò le cuoia solo l’indomani, resistendo valorosamente un giorno in più del collega britannico. Quello che la targa non dice (ma di sicuro è dovuto a una svista) è che la battaglia duro circa 15 minuti, gli inglesi fecero un culo così ai francesi ponendo per sempre la parola fine alle speranze di dominio francese dell’area. Ad ogni modo in nome del fair play e riconciliazione nazionale, entrambi i generali sono onorati in quanto eroi nazionali…

Il giorno dopo ci siamo concessi uno snack leggero abbastanza emblematico de la Ville de Québec, che combina i due prodotti nazionali più tipici: lo sciroppo d’acero e la neve. Per maggiori informazioni potete consultare il mio blog di cucina punk “DARK SIDE OF THE FOOD” in cui ha trovato la sua giusta collocazione.

Fatto il pieno di calorie abbiamo assistito alla discussione della tesi di dottorato di Bora, al campus dell’università LAVAL.

La sera è stata solo festa festa festa al ristorante Chez Greco con un fracco di gente (35 amici di Bora) per finire con due chiacchiere e un whiskino a casa di Cristian e Melisa prima di cotonare.

Due giorni di gita fuori porta, senza bufere di neve, quasi al caldo, vedendo un posto bellissimo e conoscendo un botto di gente interessante. Non male, posso anche sopportare il fatto che qui a Montreal stia nevicando da più di 30 ore consecutive e non sembra voler smettere… :)

IL resto delle foto della fuitina a Québec city lo trovate qui.

Ville de Québec !!

Febbraio 24, 2008

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Partiamo per Québec City!

Roccaforte della cultura Francofona e dell’Europeismo in Canada.

Una gita di due giorni scortati da un amico di Giulia che va a discutere la sua tesi di dottorato. Sembra faccia molto più freddo che a Montreal (200 km più a nord..) Bora, l’amico di Giulia, ha vissuto là per 5 anni e adesso gira per Montreal senza cappello con una giacchetta fine fine… Speriamo che la neve prevista dai meteo ci venga incontro mitigando il clima…

Siccome non abbiamo ancora nulla di prima mano da raccontare, ecco un estratto da Wikipedia.

A Bientot! :))

Quebec City (French: Ville de Québec, or simply Québec) is the capital of the Canadian province of Quebec, making it the seat of the provincial Crown. It is the second largest city in the province, after Montreal. Quebec City’s Old Town (Vieux-Québec) is the only North American fortified city north of Mexico whose walls still exist, and was declared a World Heritage Site by UNESCO in 1985 as the “Historic District of Old Quebec”.[1] It is also one of the oldest cities in North America (founded in 1608). The city has a population of 528,595, and the metropolitan area has a population of 717,600 (2005).

Quebec City is internationally known for its Summer Festival, Winter Carnival and the Château Frontenac, a historic hotel which dominates the city skyline. The chief of Parliament, the National Assembly of Quebec (provincial parliament), the Musée national des beaux-arts du Québec (National Museum of Fine Arts) and the Musée de la civilisation (Museum of Civilization) are found within or near Vieux-Québec.

Among the tourist attractions near the city are Montmorency Falls and the Basilica of Sainte-Anne-de-Beaupré in the town of Sainte-Anne-de-Beaupré.

 

IL TEMPIO DEL PIACERE (GASTRONOMICO)

Febbraio 22, 2008

Sono anni che sogno ad occhi aperti. Il più delle volte le cose che immagino diventano realtà, o scopro che qualcuno le ha nel frattempo già inventate, brevettate e commercializzate.

Spesso immagino situazioni che magari non potrebbero esistere a Torino o in Italia in generale ma sarebbero normali e realizzabili altrove.

 

Il tempio del piacere gastronomico (mi sono permesso di dargli questo nome) mi frullava in testa da parecchio tempo. Nei miei sogni era ambientato a Torino, vicino alle università o zone centrali piene di uffici. Doveva essere nel cortile all’interno di un isolato o qualcosa del genere e si sarebbe composto di una serie di piccoli locali per la pausa pranzo e snacks economici. L’idea era una babele di cibi e sapori etnici tutti insieme nello stesso posto. Sarebbe potuta essere una cooperativa o qualcosa del genere. Probabilmente impossibile a farsi in una città piccola come Torino.

 

Altro discorso è Montreal, dove la presenza di diversi fattori e condizioni l’ha reso possibile:

  • Innanzitutto qui come già in molti paesi occidentali e purtroppo anche in NordItalia ormai, comprare gli ingredienti e cucinarseli è molto più costoso che mangiare cazzate in giro (specie per chi vive solo). Fate la prova con una spesa per uno al supermercato contro un kebab&coca, scioccante.

  • In secondo luogo (altra tendenza dei paesi turbocapitalisti) lavorare nel settore ristorazione è qualcosa che quasi solo più gli immigrati sono disposti a fare, perchè c’è da farsi un culo così, spesso con orari assurdi, nella fretta, nell’unto. Risultato è che mangiare fuori significa mangiare “etnico” e le cucine “tradizionali” sono ormai solo più ristoranti di lusso per fidanzamenti, matrimoni & comunioni, lauree e compleanni di vecchie zie (persino le pizzerie sono quasi fuori dall’ordinario per il portafoglio di molti di noi)

Dopo i fattori socio-economici abbiamo quelli strategici:

  • Il “tempio del piacere gastronomico” (d’ora in avanti TPG) si situa nella città sotterranea di Montreal (il più grande complesso sotterraneo del mondo, per intenderci), collegata alla rete metropolitana che ogni giorno porta a spasso 1.000.000 di persone

  • Il TPG è proprio sotto la fermata della metro MCGill , dell’omonima università, attirando così un ulteriore, enorme, famelico, bacino d’utenza.

  • Il TPG è nel cuore di un centro commerciale sotterraneo molto popolare: l’Eaton Centre.

  • Il TPG è un posto dove mangi (tanto) con max 10-15 dollari canadesi >> 6-10 euro :))

Detto questo, è meglio lasciar parlare i fatti e presentarvelo:

Spero che adesso anche voi possiate capire e perchè no condividere il mio entusiamo.

Buona digestione! :))

SCIVOLO DI GHIACCIO AL FESTIVAL MONTREAL EN LUMIERE !

Febbraio 22, 2008

Si tiene in questi giorni la nona edizione del festival MONTREAL EN LUMIERE sponsorizzato da Hidro Québec, la società che rifornisce di corrente (idroelettrica) questa regione.

Passeggiando lungo il Quais du Vieux-Port, dove sono dislocate le attrazioni principali, abbiamo trovato questo scivolone gratuito di ghiaccio. Credo fosse pensato per les ennfants, in ogni caso gli scivolanti erano di tutte le età e non ci siamo tirati indietro!

Essendo la città un freezer, la pista reggerà per un bel po’ credo, probabilmente fino a marzo … :))

Little Italy!!

Febbraio 21, 2008

Il Mitico supermercato di cibo italiano dove mi rifornisco, un oasi di sapori e profumi…

Un buon posto dove andare a seguire la serie A e magari fare a bottigliate a fine partita :))

Per altre foto potete consultare l’album online.

Fuori c’è un bel sole caldo, solo l’aria rimane a -10.. :)

Febbraio 20, 2008

On Feb 20, 2008 1:26 AM (Greenwich time) Giulia (Saltini Semerari) wrote:

 

[...E per aggiungere OAQ (Once asked questions) alle tue NAQ, posso chiederti se conosci già delle persone laggiù (al di là del coinquilino -che parola strana quando la scrivi- e dei suoi bizzarri animali), e se esci la sera (se non rischi di morire congelato), e se stai già programmando nuovi esperimenti botanici per trovare modi in cui far crescere piante che producano direttamente surgelati, o concimi a base di nevischio superproteico?...]

  • Venerdì sera abbiamo organizzato una festa a casa nostra, Giulia (Spina) ha invitato i suoi colleghi dell’istituto di ricerca (INRS) più gli amici che nel frattempo ha conosciuto sul pulman che porta fuori città nel sobborgo dove lavora. Il tema era “Tagliatelle fatte in casa”,

    infatti ho portato dal vecchio mondo in dono alla mia bella una macchinetta Imperia, mitica, indistruttibile, ineguagliabile Imperia! Ho preparato un kilo e mezzo di tagliatelle e una valigia di ragù, per finire una macedonia. Gli amici/colleghi di Giulia hanno portato il vino (che costando un iradiddio non puoi permetterti di offrire agli ospiti senza collassare economicamente) dolci e anche dei regali (pazzesco). Inutile dire che la cena è stata un successo: se la pasta fatta in casa è molto ben spendibile in italia, figuratevi in Canadà… :), puoi spacciarti per gran chef. Come già accennavo riguardo alla metro, la multietnicità è di casa, l’inglese (buon per me) finisce per farla da padrone e le sistuazioni che si creano sono a dir poco stimolanti (chiaramente anche faticose ma valgono decisamente il prezzo). Quindi c’erano 3 italiani, un cileno, un turco, una senegalese, una cinese un’australiana e un solo canadese verace!(se escludiamo Alphonso che è di origini Dominicane) A cena.

    Dopocena sono arrivati gli amici di Alphonso (il coinquilino) e la festa si è allargata includendo dei francesi, un italo-canadese e veri Québecoises doc (così doc che storcono il naso se gli parli in inglese). Prima sbornia del mio soggiorno qui. Tutti contenti e casa cinghialata, anche se è difficile renderla più punk di come già è. Assolutamente da riproporre, magari con un buon pesto se trovo del basilico che non costi come il tartufo.

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  • THURSDAY NIGHT: giovedì è giorno di paga, c’è una sola conseguenza a questo. Isteria di massa verso i locali notturni e l’alcool. Siamo andati in centro l’altro giobbia a vedere un po’ la movida. In realtà faceva appunto un freddo polare e abbiamo giusto fatto quei 50 metri dall’uscita della metro di Mont Royal fino alla sala da biliardo-dance floor dove avevamo appuntamento con un collega di Giulia e una sua amica. Peccato per quell’ora e mezza di ritardo che avevamo (Italians always the same) che ci ha fatto mancare l’appuntamento. Amen ci siamo abbruttiti un pochino al bancone del bar studiando la fauna locale e guardando sul megaschermo quanto si menano nella NHL (Hockey). Sul serio sta gente ogni tanto ci parte, si tolgono i caschetti e iniziano a darsele di santa ragione nel bel mezzo di una partita (so sweet, so tender).

  • (Salvo sviste dell’autore) L’energia elettrica in Canada è praticamente tutta prodotta idroelettricamente, basti pensare che le sole cascate del Niagara sfornano 4,4 gigawatt di corrente (non riesco nemmeno ad immaginarlo). Questo spiega l’abuso di elettricità e il suo costo ridicolo (Mentre da noi “save the planet” significa usare boiler a gas ecc ecc, qui più vai elettrico più sei ecologico). In casa nostra per esempio riscaldamento, acqua calda e cucina sono elettrici ed è abbastanza la regola. Questo fatto, aggiunto ad un costo irragionevole della maggior parte dei vegetali freschi, nonostante la bassa qualità degli stessi, porta il canadese PresoBene alla coltivazione domestica indoor di insalate e piante aromatiche. Chiaramente per grossa parte della popolazione (come in Europa) idroponia è ancora sinonimo di “industriale”, “poor quality”. Quando invece se applicata secondo i giusti criteri è sinonimo di massima efficenza, migliore qualità, risparmio di acqua (circa 20 volte rispetto all’agricoltura tradizionale) e totale assenza di fitofarmaci e pesticidi. Much more healthier than products labeled as “organic”. Il sottoscritto, dopo anni di sperimentazioni in Italia, si cimenterà probabilmente in un sistemino indoor di insalate e basilico con un bel lampadone che in italia costerebbe un occhio della testa. In attesa di imparare tutto quello che può dai Canadesi, che di idroponia ne sanno parecchio. :))

Just blink, it’s white again! (Sbatti le palpebre, è bianco di nuovo!)

Febbraio 19, 2008

Per due giorni abbiamo avuto temperature così alte che si è sciolta la neve per le strade (quella che ancora non avevano diligentemente portato via…), il quartiere ha cambiato colore e luce mostrando finalmente un po’ di quel asfaltazza & mattone che contraddistinguono ogni metropoli che si rispetti. Stanotte tuttavia ha nevicato (chi l’avrebbe mai detto) e … puf ! è bianco di nuovo!

La Casetta in Canadà

Febbraio 18, 2008

strada di casa

Dieci giorni che sono a Montreal e sono ancora vivo, nessuna appendice amputata per il freddo, tutte e dieci le dita dei piedi ancora con me.

Mmm da dove incominciare? Proviamo con una serie di risposte a delle semplici NAQ (Never asked questions)

 

  • Si, fa freddo ma dopo un po’ ti abitui. Si, è meglio se nevica o se è nuvolo perchè l’effetto serra trattiene un po’ di calore sulla città, le giornate terse e serene sono incredibilmente gelide.

     

  • L’aria non puzza mai (almeno in questo periodo dell’anno) tranne quando passano gli spazzaneve che bruciano credo petrolio grezzo tagliato con kerosene (tipo i nostri gatti delle nevi) sarà per via delle precipitazioni costanti ma c’è sempre aria di montagna e sembra tutto sempre pulito.

  • Finchè continua ad esserci neve abbestia ovunque nelle strade c’è questo sgargiante fenomeno del riverbero, anche a notte fonda non è mai veramente buio, le fioche luci dei lampioni vengono riflesse dalla nieva e l’effetto è crepuscolare, oltre che piacevole. Di giorno col sole è accecante il bagliore bianco (a me piace un sacco)

nevestrade

  • Si, indosso due paia di pantaloni. E altri stratagemmi fantasiosi.

  • La metropolitana è un fornetto, quindi la vera mazzata sono le frequenti e violente escursioni termiche tra fuori e dentro (quei 30 gradi di delta termico che creperebbero il vetro). Sulla metro ti fai un idea del meltin’ pot di Montreal, una Babilonia di colori e etnie più le varie sfumature.

  • C’è una little Italy con un simpatico supermercato italiano di nome Milano. Dentro c’è tutto quello che potessi sognare di acquistare per nutrirmi. Meraviglioso.

  • Viviamo al piano di sopra di un duplex (il duplex è la casa a 2 piani in cui solitamente il piano terra è abitato dai proprietari e quello sopra dagli affittuari) con un minimo sforzo induttivo potete capire da soli cos’è un triplex ma mi spiace non esiste il quadruplex, o almeno non conosco la parola per definirlo se c’è.

montroial

  • Il coinquilino con cui affittiamo si chiama Alphonso, è originario della Repubblica Dominicana e oltre agli scambi culturali in fatto di cibo (esaltanti in verità) porta in dote un cagnone rotweiller adorabile di nome REX (il cane è grosso, va scritto maiuscolo) non proprio profumato ma patatone e coccoloso. (l’altro lato della medaglia è che fuori di casa il patatoso diventa killer spietato in quanto bodyguard personale di Alphonso, ma a me e Giulia già ci ama e non ci mangerebbe mai).

REX

  • L’altro animale della casa è uno schifoso pitone per fortuna ancora piccolo lasciato in eredità dalla affittuaria precedente e adottato da Alphonso. Io e Giulia stiamo tramando in gran segreto di scordare “accidentalmente” la teca aperta e lasciare che la natura (REX) segua il suo corso.

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  • C’è una China Town piena zeppa di ristorantini stilosi e botteghe da indagare, anche se China Town è un po riduttivo perchè intorno aggrega Vietnamiti, Coreani, Giapponesi e altri rappresentanti dell’estremo oriente. La zuppa tipica (Sino-Vietnamita) che troverete ovunque è la TONKINOISE, con dentro straccetti di carne di vitello, condibile con foglie di menta e germogli di soya. MERAVIGLIOSA, calda e potenzialmente enorme (il ristorante dove l’ho provata la propone in tre versioni: small, medium e large, la large arriva in un catino da bucato)

tonkinoise

  • I parchi sono pieni di scoiattoli ipertricotici grassi e tondi che ti vien voglia di azzannarli.

 

scoiattoli

  • Alcool e sigarette sono tassati in maniera immorale e raggiungono prezzi che possono far sorridere, o piangere.

 

  • I Québecoises sono piacevolmente anticlericali, non disdegnano la bestemmia e hanno come esclamazione preferita “Tabernacle!” o la versione contratta “Tabernak!” con equivalenza di “God damn it!”

  • Anche qui vanno matti per il sushi e stasera cercheremo di battere il nostro record di mg di mercurio ingeriti in un solo pasto !

sushi

Check out how to manage tons of snow in the streets

Febbraio 17, 2008

Ecco come se la giocano con tonnellate di neve per le strade.

Stavo prendendo accordi con le società di nettezza urbana di Montreal per mandare una decina di questi trucks a Napoli a risolvere l’emergenza rifiuti ma Vito, il responsabile del’ONG locale, ha preferito non interferire con le ONG Campane.

Nice Cloudy Afternoon in Montreal

Febbraio 17, 2008

Parco La Fontaine, nel centro di Montreal.

Gli indigeni non sembrano patire il freddo e si dedicano a faceti trastulli nelle aree verdi (verdi????)