Dieci giorni che sono a Montreal e sono ancora vivo, nessuna appendice amputata per il freddo, tutte e dieci le dita dei piedi ancora con me.
Mmm da dove incominciare? Proviamo con una serie di risposte a delle semplici NAQ (Never asked questions)
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Si, fa freddo ma dopo un po’ ti abitui. Si, è meglio se nevica o se è nuvolo perchè l’effetto serra trattiene un po’ di calore sulla città, le giornate terse e serene sono incredibilmente gelide.
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L’aria non puzza mai (almeno in questo periodo dell’anno) tranne quando passano gli spazzaneve che bruciano credo petrolio grezzo tagliato con kerosene (tipo i nostri gatti delle nevi) sarà per via delle precipitazioni costanti ma c’è sempre aria di montagna e sembra tutto sempre pulito.
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Finchè continua ad esserci neve abbestia ovunque nelle strade c’è questo sgargiante fenomeno del riverbero, anche a notte fonda non è mai veramente buio, le fioche luci dei lampioni vengono riflesse dalla nieva e l’effetto è crepuscolare, oltre che piacevole. Di giorno col sole è accecante il bagliore bianco (a me piace un sacco)
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Si, indosso due paia di pantaloni. E altri stratagemmi fantasiosi.
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La metropolitana è un fornetto, quindi la vera mazzata sono le frequenti e violente escursioni termiche tra fuori e dentro (quei 30 gradi di delta termico che creperebbero il vetro). Sulla metro ti fai un idea del meltin’ pot di Montreal, una Babilonia di colori e etnie più le varie sfumature.
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C’è una little Italy con un simpatico supermercato italiano di nome Milano. Dentro c’è tutto quello che potessi sognare di acquistare per nutrirmi. Meraviglioso.
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Viviamo al piano di sopra di un duplex (il duplex è la casa a 2 piani in cui solitamente il piano terra è abitato dai proprietari e quello sopra dagli affittuari) con un minimo sforzo induttivo potete capire da soli cos’è un triplex ma mi spiace non esiste il quadruplex, o almeno non conosco la parola per definirlo se c’è.
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Il coinquilino con cui affittiamo si chiama Alphonso, è originario della Repubblica Dominicana e oltre agli scambi culturali in fatto di cibo (esaltanti in verità) porta in dote un cagnone rotweiller adorabile di nome REX (il cane è grosso, va scritto maiuscolo) non proprio profumato ma patatone e coccoloso. (l’altro lato della medaglia è che fuori di casa il patatoso diventa killer spietato in quanto bodyguard personale di Alphonso, ma a me e Giulia già ci ama e non ci mangerebbe mai).
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L’altro animale della casa è uno schifoso pitone per fortuna ancora piccolo lasciato in eredità dalla affittuaria precedente e adottato da Alphonso. Io e Giulia stiamo tramando in gran segreto di scordare “accidentalmente” la teca aperta e lasciare che la natura (REX) segua il suo corso.
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C’è una China Town piena zeppa di ristorantini stilosi e botteghe da indagare, anche se China Town è un po riduttivo perchè intorno aggrega Vietnamiti, Coreani, Giapponesi e altri rappresentanti dell’estremo oriente. La zuppa tipica (Sino-Vietnamita) che troverete ovunque è la TONKINOISE, con dentro straccetti di carne di vitello, condibile con foglie di menta e germogli di soya. MERAVIGLIOSA, calda e potenzialmente enorme (il ristorante dove l’ho provata la propone in tre versioni: small, medium e large, la large arriva in un catino da bucato)
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I parchi sono pieni di scoiattoli ipertricotici grassi e tondi che ti vien voglia di azzannarli.
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Alcool e sigarette sono tassati in maniera immorale e raggiungono prezzi che possono far sorridere, o piangere.
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I Québecoises sono piacevolmente anticlericali, non disdegnano la bestemmia e hanno come esclamazione preferita “Tabernacle!” o la versione contratta “Tabernak!” con equivalenza di “God damn it!”
- Anche qui vanno matti per il sushi e stasera cercheremo di battere il nostro record di mg di mercurio ingeriti in un solo pasto !








Febbraio 19, 2008 alle 8:18 pm
Ho freddo solo a guardar le foto!!
…in realtà mi è venuta anche un po’ di fame…
Alla grande!!