GITA FUORI PORTA A QUEBEC CITY

Domenica mattina siamo partiti in macchina insieme al buon Bora alla volta di Québec City!
Il tempo è stato clemente, abbiamo avuto sole e caldo al tempo stesso (con caldo intendiamo un -5 e giù di lì) Una sola tappa lungo la via, per un caffè da Tim Hortons lungo l’autostrada (catena canadese di caffetterie briosciuse) il cartello indicava servizio al volante (drive in), ma non specificava che tipo di volante…
Bora è un ottimo cicerone è ci ha spiegato parecchie cose su architettura e storia della città, che quest’anno festaggiava i 400 anni di storia, nel lontano 1608 Samuel De Champlain, risalendo il San Lorenzo, decise che la collina su cui sorge la città vecchia era un ottimo avamposto per i futuri traffici e commerci…
La parte antica è bellissima, praticamente impossibile distiguerla da una vecchia città medievale francese, il clima estremo: non fanno eccezione giornate a -40 durante l’inverno, punte di freddo eccezionale e molto raro possono arrivare a -50 e oltre.
Insomma un posto bellissimo e affascinante per passarci una vacanza, che so una settimana… poi fuggire veloce.
La seconda caratteristica che rende la città un tantino inospitale alla lunga degenza sono gli autoctoni. I quebecoises duri e puri di Québec City sono considerati un po’ degli alieni alienati. La maggior parte parla solo francese, quelli che capiscono l’inglese fanno finta di non capirlo per puro orgoglio francofono (e dire che i cugini francesi li prendono per il culo per i frequenti errori di grammatica e la pronuncia da boscaioli). Considerando che il resto del continente parla inglese direi che si danno la famosa zappa sui piedi con questo atteggiamento poco costruttivo. Oltre che rimanere quattro gatti isolati dal resto del Québec e del Canada. Però fanno un sacco di sport, per esempio il canottaggio…
Per dormire siamo stati ospiti dei best friends di Bora: Cristian e Melisa, una coppia di Honduregni molto simpatici e ospitali, e hanno anche una bella resistenza perchè sono al loro quarto inverno in città. Lui l’altra settimana si è ustionato le guance, chiaramente un ustione da freddo :))


La casa dove vivono è esattamente nel centro del borgo vecchio, patrimonio Unesco. All’ingresso c’è una targa che racconta come nel 1759 quella fosse la casa del chirurgo del paese e la notte del 14 settembre vi morì il Marchese di Montcalm, generale delle truppe francesi, in seguito alle ferite riportate il giorno prima sulla Piana di Abramo. La targa si prende la briga di specificare che Wolfe, il generale inglese, morì il giorno della battaglia, mentre lo stoico Montcalm, tirò le cuoia solo l’indomani, resistendo valorosamente un giorno in più del collega britannico. Quello che la targa non dice (ma di sicuro è dovuto a una svista) è che la battaglia duro circa 15 minuti, gli inglesi fecero un culo così ai francesi ponendo per sempre la parola fine alle speranze di dominio francese dell’area. Ad ogni modo in nome del fair play e riconciliazione nazionale, entrambi i generali sono onorati in quanto eroi nazionali…
Il giorno dopo ci siamo concessi uno snack leggero abbastanza emblematico de la Ville de Québec, che combina i due prodotti nazionali più tipici: lo sciroppo d’acero e la neve. Per maggiori informazioni potete consultare il mio blog di cucina punk “DARK SIDE OF THE FOOD” in cui ha trovato la sua giusta collocazione.
Fatto il pieno di calorie abbiamo assistito alla discussione della tesi di dottorato di Bora, al campus dell’università LAVAL.

La sera è stata solo festa festa festa al ristorante Chez Greco con un fracco di gente (35 amici di Bora) per finire con due chiacchiere e un whiskino a casa di Cristian e Melisa prima di cotonare.
Due giorni di gita fuori porta, senza bufere di neve, quasi al caldo, vedendo un posto bellissimo e conoscendo un botto di gente interessante. Non male, posso anche sopportare il fatto che qui a Montreal stia nevicando da più di 30 ore consecutive e non sembra voler smettere…
IL resto delle foto della fuitina a Québec city lo trovate qui.


Febbraio 29, 2008 alle 6:26 pm
bellissima la foto del castello e ancora piu suggestive sono le statue di ghiaccio
e comunque rimango impressionata ogni volta che ricordate a quanti gradi sotto zero state vivendo ….incredibile
Marzo 3, 2008 alle 2:48 am
Ciao Flavio devo dire che io invece sono affascinata dallo “scivola in”: un caffè a te e un whiskie alla renna, per non parlare del coraggio di ’sti qua che fanno un po’ di sano sport per tenersi in forma e al caldo, che so io, un po’ di cannottaggio polare..MA SONO PAZZI?? di certo non hanno bisogno del paracadutismo o del bungy jumping per provare emozioni forti.
Invece ieri abbiamo sciato a bardonecchia con 15 gradi, una curiosa esperienza per chiudere la stagione, a metà tra lo sci d’acqua e il surf!
mi raccomando…copriti!!!
ah ah
a presto prox puntata! elena
Marzo 14, 2008 alle 10:31 am
ora capisco perchè i canadesi amano tanto cuba !