Archivio per Marzo 2008

verso il disgelo?

Marzo 25, 2008

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Due settimane senza neve.

Addirittura due giorni di pioggierellina e temperature sopra lo zero (per poche ore e di pochi gradi:)

Poi di nuovo ventazza e freddo, ma sempre meno… in trincea cerchiamo con riti pagani di indovinare i segni dell’arrivo della primavera. Il prezzo dello sciroppo d’acero sta calando, spiega Alphonso con fare tecnico sfogliando la rivista delle offerte Iga di questa settimana, this means that summer is coming! Ma lo diceva anche prima della bufera del 9 marzo.

Ora siamo intorno ai meno cinque c’è il sole e nonostante il cielo sgombro non fa un freddo polare, sarà primavera? Con solo due maglioni e senza giacca, sono sul balcone a prendere un po’ di sole in faccia che dicono fa bene. Guardo i gabbiani banchettare romanticamente con la pattumiera del vicinato, sono arrivati a frotte, Sarà un segno, visto che prima non c’erano loro ma la spazzatura si? A proposito c’è un gatto randagio enorme con le orecchie tutte masticate da svariati conflitti di quartiere, gonfio di pelo in maniera quasi ridicola (e ci credo, dorme fuori…) , gira tronfio che sembra un mix di Romeo (Da Gli Aristogatti) + una tigre fatta di crack. Insomma il maledetto ha già fatto a pezzi tre volte il sacco della spazzatura per mangiarsi gli avanzi di pollo e coniglio. So di cucinare bene, ma la storia deve finire, altrimenti uno di questi lasciamo Rex libero di tagliarlo in due con un morso e morta lì.

La vita Montrealese offre simpatici e caratteristici incontri. Il nostro amico e coinquilino Alphonso è amico d’infanzia con tale Ian, Italocanadese, andiamo a una festa a casa di Ian e conosciamo la mamma di Ian, Italiana emigrata qui parecchio tempo fa, ci invita a una serata-conferenza al suo ristorante cooperativa Les Cuisines de Tibet Libre, dove oltre a un menù di degustazione di cucina italiana e pizza si è tenuta una tavola rotonda con la portavoce del partito Québec Solidaire che raccontava storia, idee e programmi di questo piccolo partito di sinistra che punta a superare la barriera del 4% ma che vanta enclavi in alcuni collegi di Montreal di 29% di voti. Alla suddetta serata conosciamo Antonio, professore italiano alla McGill university qui anche lui da molti anni. Pochi giorni dopo Giulia invita Antonio al nuovo incontro dell’associazione dei Ricercatori italiani in Québec (che si tiene negli edifici dell’istituto Italiano di Cultura, di fianco all’ambasciata italiana). La serata si compone di assalto alla pizza e vinello siciliano molto buono, presentazione dell’associazione, mostra fotografica in slideshow di uno dei membri, chiacchiere finali culminate in un terribile locale fiketto che ci è costato un prelievo arterioso. Fatto è che una cosa tira l’altra e ieri sera ci ritroviamo invitati a casa di Antonio per una festa Paskua+primavera+altri motivi non identificati. C’era la madre di Ian, per tornare all’inizio della storia, e moltissima gente molto molto interessante. Strana atmosfera, chiaramente eravamo dentro un film, o almeno la sensazione era quella. Gente di mezza età, con alcuni molto vecchi e alcuni molto giovani(noi tra quelli) Tutti molto calorosi. Chi parla italiano, chi spagnolo chi solo francese chi solo inglese, chi altre lingue inaccessibili.

La festa era strutturata in tre tempi distinti dal suono della campana in mano ad Antonio che ha diretto le operazioni. Il primo round è stato assalto al cibo al buffet (forse pochi sanno che buffet deriva da abbuffata) e ai vini. Poi lettura di oracoli (tipo ching) in versi persiani (per fortuna tradotti in francese o inglese) a chi si sedeva in mezzo alla sala davanti alla “pizia” Iraniana. Ultima parte lettura di poesie. Molto intellettuale ma svolta in maniera giocosa e gioviale e leggermente alticcia.

Una vera festa che si rispetti. Buona paskua a tutti

Foto di vita casalinga e del cagnone cliccando qui.

tempesta di neve 2

Marzo 21, 2008

Tempesta di neve

Marzo 12, 2008

Sabato notte è venuta una tormenta da apocalisse, domenica mattina stava ancora nevicando…

lunedì la città era completamente sommersa, nelle vie laterali come casa nostra, non sono ancora passati gli spazzaneve sui marciapiedi e la gente cammina in mezzo alla strada.

Robe di Canada

Marzo 5, 2008

Lunedì era il disgelo, aria di primavera, temperature umane (-5°/+1°). Ho girato per due giorni senza cappello, senza sciarpone e guanti! Ho sfoderato di nuovo le DoctorMartinbasse, mai più utilizzate dopo il viaggio aereo. Commovente.

Stanotte era prevista bufera di neve e continuavo a dire figurati, ormai è finita. Figurati se nevica.

Nevica.

With the wind factor it feels like minus 20. Again

Due aneddoti interessanti (storie di vita vissuta, valgono doppio) su la Ville de Québec:

1 Il Buon Bora otto mesi fa trasloca da Québec City a Montreal in vista del nuovo lavoro post-dottorato. Butta tutta la sua roba su un camion affittato e parte insieme ad un amico che lo accompagna. Stanno uscendo dalla città quando li fermano ad un posto di blocco. Il Poliziotto locale ha il muso incazzato e ringhia di aprire dietro che vogliono controllare cosa trasportano, se per caso stanno portando in giro bombole di propano. I nostri scendono e aprono dietro mostrando scatoloni e mobilio. Al chè lo sbirro sempre più sgarbato chiede (?) cos’è sta roba. Bora risponde è la mia roba, sto traslocando a Montreal. La faccia dello sbirro da dura e minacciosa diventa improvvisamente tristissima, quasi costernata. Abbassa la voce e lo sguardo e chiede perchè? Perchè state lasciando la bella città di Québec? Bora spiega al triste poliziotto che ha trovato un nuovo lavoro, che ha studiato 5 anni a Québec ma che ora trasloca. L’inconsolabile li congeda con vera malinconia, ben consapevole che la città ha appena perso un altro prezioso abitante.

 

2 Cristian, l’amico di Bora, vive a Québec City da 4 anni. Viene dall’Honduras. A proposito del francese mi dice che nei negozi e in giro la gente non parla o non vuole parlare inglese e si risente se ci provi. Ma se gli parli in spagnolo è una festa, tutti si sforzano e si sbracciano per esprimersi e capirti, quindi non sono stronzi stronzi, diciamo che sono solo anti-inglese. Funziona anche con l’italiano, mi dice, se non capisci il francese prova a parlargli in italiano. Figli di italiani qui c’è ne molti. Pure io che vengo dall’Honduras avevo un bisnonno che era Calabrese, dice Cristian.

 

Tasse: queste sconosciute.

Una follia tutta canadese (se qualcuno di voi conosce un paese in cui funziona così, vi prego me lo segnali) è il sistema dei prezzi in vigore da qualche anno a questa parte.

Nella maggior parte dei negozi, supermercati e anche molti ristoranti e fast food, i prezzi esposti sono al netto delle tasse. Il che significa che a meno che tu sia un commercialista cazzuto, non sai mai quanto pagherai quello che stai comprando. Sullo scontrino poi, le tasse imposte sono due diverse: la seconda tassa si calcola su una percentuale della prima tassa, ho provato a fare i conti a mente ma va al di là delle mie possibilità (una credo sia federale e una provinciale del Québec, ma non sono sicuro). Chiaramente la percentuale della prima tassa che determina anche la seconda varia a seconda del prodotto (come l’iva da noi).

La ragione ufficiale di questa follia è che la gente così si rende conto ogni giorno di quanto paga di tasse sui prodotti (e comunque non si vede questo gran beneficio).

A mio avviso é solo un modo per incasinare le cose e rendere più difficile capire quanto spenderai e tutt’al più suscitare un sentimento di rancore verso la tassazione “federale” sempre per la serie forze centrifughe e secessioniste.

 

Un altra cosa buffa di qua (ma assolutamente dentro il filone del “pragmatismo anglosassone”) è il sistema adottato da molti ristoranti: siccome gli alcolici costano un delirio, perchè supertassati, semplicemente non converrebbe nè al cliente comprare nè al ristoratore prendersi la briga di vendere, vino e birra.

Teliportidacasa.

Uno se ne arriva con la buta in tasca (ma ben impacchettata da un sacchetto di carta, sennò per strada non va bene) e loro te la stappano e ti danno i bicchieri. Buon appetito.

A questo problema dell’approvvigionamento etilico ci sono anche soluzioni anarco-insurrezionaliste italo-caserrecce: per esempio lo zio di Giulia, che sono anni che compra uva merlot e cabernet dalla California e si fa vino & sgnappa in casa. Mi ha detto che ci sono poche tasse sull’uva :)

 

E intanto, zitta zitta, scende la nieva.

Neve, su neve, su neve. …. du bàle.

(ma in fondo se fosse pioggia sarebbe molto più triste)

Per oggi resto a casa. Niente spesa. In trincea

dietro i tripli vetri a guardare la nieva,

il cane collassato sul divano anche se sa che non potrebbe

neve neve neve neve

passa una macchina ai 20 all’ora

neve neve neve neve

passa un passante imbacuccato, un po’ impanato nella neve

neve neve neve neve

il cane collassato sul letto di Alphonso anche se sa che non potrebbe

neve neve neve un fottio di neve

ora fiocchi di neve grossi come corn flakes i corn flakes venduti in scatole enormi per sti americani dagli stomaci enormi che fanno la spesa con l’Hummer.

Neve, un passante nella neve

il cane che prova a collassare in camera nostra ma lo caccio fuori che già lo sa che non può.

Odore di cagnaccio in umido

neve neve neve

le scalette in ferro delle case che si coprono di neve -pericoli mortali-

le strade e i marciapiedi che solo ieri notte avevano finito di spalare e ripulire dalla neve

bianchi di nuona neve

nuova neve nuota nella neve

che fame che mi viene con la neve

neve neve neve neve

Il cane rompe che vuole uscire a pisciare

nella neve chiaramente, sotto la neve.

A me si gelerebbe il coso, a lui no, c’è abituato.

Va nella neve scalzo, il cane e io vestito tremo. mica giusto

Neve neve neve.

Sembra quando ricevi male il segnale tv, l’effetto neve.

 

Saint-Côme

Marzo 5, 2008

Domenica siamo partiti di buon mattino per andare a sciare a Saint-Côme, ospiti degli zii di Giulia.

La ridente stazione sciistica si trova poco a nord di Montreal (45° 32 nord) e comunque ancora molto a sud di Torino (45° 4 nord) .. e trattasi di un panettone di neve di altitudine massima 400 metri sul livello del mare, una collina. Data altitudine e latitudine delle piste sciistiche, incomincio a ravvedermi e a capire perchè hanno speso tutto quel tempo alle elementari a spiegarci le particolarità del clima italico, con alpi di sopra a fare da cappello e mar mediterraneo di sotto e intorno a fare da sciarpotto.

Insomma …una strana sensazione (Come direbbe Pelù) [...sciar sul panettone..]..

Il giornaliero non è proprio in regalo (come da noi tra l’altro) però dura fino alle 22.00 :) )

Infatti il glorioso stato del Québec produce tutta la sua corrente idroelettricamente il che rende la questione dello spreco di elettricità un dilemma da sofisti più che un emergenza: mah, si, boh, però… tant’è.  Le piste sono semplicemente tutte illuminate. punto. La gente fa cena alle 18.30 19.00  e poi va a farsi un altro paio di ore in pista per digerire…

Cmq se volete godervi in diretta un vero spreco di energia e Co2 sintonizzatevi sulla gara in notturna del Qatar che apre il motomondiale domenica… 5,5 milioni di watt (potrei scrivere megawatt ma fa meno effetto)  per illuminare la pista del MotoGp… e quelli non usano l’idroelettrico.. :)