Lunedì era il disgelo, aria di primavera, temperature umane (-5°/+1°). Ho girato per due giorni senza cappello, senza sciarpone e guanti! Ho sfoderato di nuovo le DoctorMartinbasse, mai più utilizzate dopo il viaggio aereo. Commovente.
Stanotte era prevista bufera di neve e continuavo a dire figurati, ormai è finita. Figurati se nevica.
Nevica.
With the wind factor it feels like minus 20. Again
Due aneddoti interessanti (storie di vita vissuta, valgono doppio) su la Ville de Québec:
1 Il Buon Bora otto mesi fa trasloca da Québec City a Montreal in vista del nuovo lavoro post-dottorato. Butta tutta la sua roba su un camion affittato e parte insieme ad un amico che lo accompagna. Stanno uscendo dalla città quando li fermano ad un posto di blocco. Il Poliziotto locale ha il muso incazzato e ringhia di aprire dietro che vogliono controllare cosa trasportano, se per caso stanno portando in giro bombole di propano. I nostri scendono e aprono dietro mostrando scatoloni e mobilio. Al chè lo sbirro sempre più sgarbato chiede (?) cos’è sta roba. Bora risponde è la mia roba, sto traslocando a Montreal. La faccia dello sbirro da dura e minacciosa diventa improvvisamente tristissima, quasi costernata. Abbassa la voce e lo sguardo e chiede perchè? Perchè state lasciando la bella città di Québec? Bora spiega al triste poliziotto che ha trovato un nuovo lavoro, che ha studiato 5 anni a Québec ma che ora trasloca. L’inconsolabile li congeda con vera malinconia, ben consapevole che la città ha appena perso un altro prezioso abitante.
2 Cristian, l’amico di Bora, vive a Québec City da 4 anni. Viene dall’Honduras. A proposito del francese mi dice che nei negozi e in giro la gente non parla o non vuole parlare inglese e si risente se ci provi. Ma se gli parli in spagnolo è una festa, tutti si sforzano e si sbracciano per esprimersi e capirti, quindi non sono stronzi stronzi, diciamo che sono solo anti-inglese. Funziona anche con l’italiano, mi dice, se non capisci il francese prova a parlargli in italiano. Figli di italiani qui c’è ne molti. Pure io che vengo dall’Honduras avevo un bisnonno che era Calabrese, dice Cristian.
Tasse: queste sconosciute.
Una follia tutta canadese (se qualcuno di voi conosce un paese in cui funziona così, vi prego me lo segnali) è il sistema dei prezzi in vigore da qualche anno a questa parte.
Nella maggior parte dei negozi, supermercati e anche molti ristoranti e fast food, i prezzi esposti sono al netto delle tasse. Il che significa che a meno che tu sia un commercialista cazzuto, non sai mai quanto pagherai quello che stai comprando. Sullo scontrino poi, le tasse imposte sono due diverse: la seconda tassa si calcola su una percentuale della prima tassa, ho provato a fare i conti a mente ma va al di là delle mie possibilità (una credo sia federale e una provinciale del Québec, ma non sono sicuro). Chiaramente la percentuale della prima tassa che determina anche la seconda varia a seconda del prodotto (come l’iva da noi).
La ragione ufficiale di questa follia è che la gente così si rende conto ogni giorno di quanto paga di tasse sui prodotti (e comunque non si vede questo gran beneficio).
A mio avviso é solo un modo per incasinare le cose e rendere più difficile capire quanto spenderai e tutt’al più suscitare un sentimento di rancore verso la tassazione “federale” sempre per la serie forze centrifughe e secessioniste.
Un altra cosa buffa di qua (ma assolutamente dentro il filone del “pragmatismo anglosassone”) è il sistema adottato da molti ristoranti: siccome gli alcolici costano un delirio, perchè supertassati, semplicemente non converrebbe nè al cliente comprare nè al ristoratore prendersi la briga di vendere, vino e birra.
Teliportidacasa.
Uno se ne arriva con la buta in tasca (ma ben impacchettata da un sacchetto di carta, sennò per strada non va bene) e loro te la stappano e ti danno i bicchieri. Buon appetito.
A questo problema dell’approvvigionamento etilico ci sono anche soluzioni anarco-insurrezionaliste italo-caserrecce: per esempio lo zio di Giulia, che sono anni che compra uva merlot e cabernet dalla California e si fa vino & sgnappa in casa. Mi ha detto che ci sono poche tasse sull’uva
E intanto, zitta zitta, scende la nieva.
Neve, su neve, su neve. …. du bàle.
(ma in fondo se fosse pioggia sarebbe molto più triste)
Per oggi resto a casa. Niente spesa. In trincea
dietro i tripli vetri a guardare la nieva,
il cane collassato sul divano anche se sa che non potrebbe
neve neve neve neve
passa una macchina ai 20 all’ora
neve neve neve neve
passa un passante imbacuccato, un po’ impanato nella neve
neve neve neve neve
il cane collassato sul letto di Alphonso anche se sa che non potrebbe
neve neve neve un fottio di neve
ora fiocchi di neve grossi come corn flakes i corn flakes venduti in scatole enormi per sti americani dagli stomaci enormi che fanno la spesa con l’Hummer.
Neve, un passante nella neve
il cane che prova a collassare in camera nostra ma lo caccio fuori che già lo sa che non può.
Odore di cagnaccio in umido
neve neve neve
le scalette in ferro delle case che si coprono di neve -pericoli mortali-
le strade e i marciapiedi che solo ieri notte avevano finito di spalare e ripulire dalla neve
bianchi di nuona neve
nuova neve nuota nella neve
che fame che mi viene con la neve
neve neve neve neve
Il cane rompe che vuole uscire a pisciare
nella neve chiaramente, sotto la neve.
A me si gelerebbe il coso, a lui no, c’è abituato.
Va nella neve scalzo, il cane e io vestito tremo. mica giusto
Neve neve neve.
Sembra quando ricevi male il segnale tv, l’effetto neve.
Marzo 6, 2008 alle 4:22 am
In effetti sembra davvero assurda questa storia delle tasse… Immagino che sensazione di impoverimento costante. Mi verrebbe voglia di esclamare “governo ladro” ogni volta che fai la spesa.
Marzo 6, 2008 alle 5:27 pm
come minimo, se davvero ci tengono a evidenziare quanto incidono le tasse sulla spesa, potrebbero mettere il doppio prezzo sui prodotti, netto e lordo. ma impedire la comprensione di quello che si sta spendendo mi pare davvero un’idiozia da barzelletta. neanche tremonti credo riuscirebbe a partorire un’idea così consumistica e anti-tasse.
un saluto
hermes
Marzo 7, 2008 alle 2:02 pm
e non è finita! dopo che aggiungi le tasse devi ancora aggiungere la mancia! o ti rassegni in fretta o ti viene un’ulcera
Marzo 16, 2008 alle 1:20 pm
pourboire obbligatorio? ho sempre odiato la mancia!! — guardate che ho scoperto: http://www.linternaute.com/acheter/pourboire/index.shtml
non pensavo fosse così importante per il bonton!
un bacio